The Exomant - La Senda delle Stelle III
Un romanzo di Tolmarher
Serie: Continuus Nexus - Sesto Saga
In un angolo dimenticato dell'Eternum, dove nemmeno le macchine osano sognare, una donna sente l'eco di qualcosa di più vecchio delle stelle.
Mayra non sta cercando risposte. Li ha portati dentro.
Dopo la caduta di Thyara, un artefatto la guida ad una struttura impossibile, sospesa nel nero come pensiero fermato. Quello che sembrava una missione di riconoscimento diventa un pellegrinaggio interiore. Perché il cilindro non è esplorato: è rivelato. E Mayra non ci entra. Svegliati dentro di lui.
Mentre l'equipaggio dell'Oscur Scout guarda l'inspiegabile con paura, Mayra entra in un tempio vivente, tra geometrie sacre, voci che non appartengono al tempo e simboli che sussurrano il suo vero nome.
Non e' solo potere che si sveglia dentro.
E' eredita'. E' una promessa.
E' una minaccia.
E quando l'Eccelso apre i suoi occhi...
Niente sarà mai come prima.
SCENARIO: Pianeta Thyara, fuori dalla Cittadella di ZiranoTABELLA DI STATO: Ekron-Dagan, standard 10199 anni, dopo la congiunzione Il vento è arrivato prima. Non come una brezza, o come un respiro, ma come massa vivente, densa e tagliante, trascinando fuori grani di ossido, squame di sale pietrificato e rifiuti dalle vecchie tempeste che non sono mai morti affatto. Sul terreno, la sabbia correva come una lingua di fuoco secco, strisciando tra crepe, facendo gli stivali e gli occhi degli uomini in attesa del segno. Il cielo, se fosse sempre blu, non me lo ricordavo più. Una volta arancione di gas e particelle opache copriva tutto, illuminata da una luce sporca che non era del tutto solare, come se l'astro locale, malato del mondo, avesse deciso di nascondersi dietro un velo perpetuo.Thyara era polvere, e la polvere aveva memoria. Nei loro turbine danzavano le ossa di generazioni che lavoravano fino all'esportazione nelle loro miniere d'oro, ingoiando aria nuvolosa e sputando sangue in silenzio. L'aria ha il sapore di ossido, elettricità statica, ferro antico. E ora, quella stessa aria era la fase di una rivolta.Dalla parte superiore della dune fratturata, Kynes osservò la cittadella. Era un cerchio di basalto annerito, sollevato in passato da mani già dimenticate, con pareti così alte che non sembravano proteggere, ma seppellire ciò che era dentro. Bande di tessuto nero appeso tra almena, ondeggiando come standard di lutto. Sulle pareti, le silhouette dei soldati crepulscolari pattugliarono con i loro fucili al plasma alla spalla, ombre nere in un mondo senza speranza. "È ora o mai," Kynes grunts, senza girare. La voce, come l'acciaio arrugginito, era persa nel vento. Sulla schiena, un gruppo di uomini e donne lo ascoltava in silenzio. I loro corpi mostravano le tracce di lavoro nelle miniere: pelle curva, occhi sommersi, cicatrici aperte. Indossavano stracci rinforzati con pezzi di armatura improvvisata, e nelle loro mani tremavano vecchie armi o strumenti trasformati in lance. Esquilo era tra loro, con il suo volto ricoperto di polvere e uno sguardo infuocato nel muro. Accanto a lui, Mayra rimase fermo, avvolto in un cappotto di battaglia di fibre scure, i suoi occhi si intrecciarono, come se sentisse qualcosa che gli altri non potevano sentire. "Gli orologieri non hanno rilevato i nostri movimenti sul retro", sussurrò Esquilo, la sua voce ancora giovane ma indurita dalle settimane di insurrezione. I canyon sul fianco nord sono fuori dal potere. Se riusciamo a